

di Mr. Alpha
VITERBO - Il gran ballo della moda maschile va in scena a Milano e ad aprire le danze ci pensano Dean e Dan Caten. I due stilisti canadesi nel pieno dei festeggiamenti per il ventennale del loro brand Dsquadred2 hanno dato il via alla settimana modaiola con un gran party riservato (si fa per dire) a 2mila invitati. Per l’occasione i due fratelli hanno scelto una delle location più suggestive della città meneghina, l’Hangar Bicocca. Qui, tra i sette palazzi celesti di Anselm Kiefer, è andata in scena la sfilata celebrativa del marchio canadese. Venti anni di successi e di tendenze andati in mostra attraverso i capi iconici che hanno caratterizzato questo lungo percorso.
Dallo stile boscaiolo con camicie in tartan e giacche di pelliccia, fino ai pantaloni in pelle e i giubbini in denim da biker passando per i classici jeans strappati e gli immancabili abiti tuxedo, Lo stile che ha reso celebre Dsquared2 è andato in mostra con tutte le sue sfumature. A chiusura della sfilata-evento, la serata è proseguita con la musica di Mary J.Blige e le sonorità di DJ Cassidy.
Se i venti anni di carriera di Dean e Dan sono stati l’evento più glamour della kermesse milanese, l’attesa più grande, almeno tra gli addetti ai lavori, era concentrata invece sulla prima sfilata Gucci non curata da Frida Giannini. Nonostante la stilista romana sarebbe dovuta restare al comando di Gucci fino al prossimo febbraio, il management dell’azienda fiorentina ha deciso di mettere da parte la collezione che Frida aveva pensato per questa sfilata, commissionandone una totalmente nuova ad un team di 13 giovani stilisti capeggiati da Alessandro Michele (ex braccio destro della Giannini).
Il nuovo mood Gucci si ispira ad uno stile di vite bohémien dove le camicie hanno il fiocco sul collo, le maglie sono in pizzo ed i fiori si portano all’occhiello della giacca. I pantaloni sono a vita alta, i sandali in pelliccia e la paletta colori ricorda in pieno gli intellettuali di sinistra di fine anni ’70 tanto da far sembrare Nanni Moretti un estremista di destra.
L’uomo di Fendi al contrario è un uomo che vive nel lusso e non si vergogna a mostrarlo. Eleganza e rigore si trovano in questa collezione dove gli abiti sono di velluto a maxi costine, i cappotti in montone e i maglioni in pelliccia. Materiali preziosi pensati per un uomo viaggiatore che sceglie sempre la comodità ed il calore di capi rassicuranti.
Di tutt’altro genere è il lavoro che Sefano Pilati ha disegnato per Ermenegildo Zegna. Qui alle pellicce si preferiscono i tessuti eco friendly ottenuti da filati di plastica riciclata. Sulla passerella immersa in un’oasi verde (secondo richiamo ''eco'') ha sfilato un uomo in cappotto Harry’s tweed e pantaloni con elastico alla caviglia che preferisce spostarsi in bici piuttosto che inquinare a bordo di un’automobile.
''Nell’uomo non sono possibili grandi rivoluzioni, ma ci sono piccoli cambiamenti che identificano il momento storico che si sta vivendo''. Con queste parole Giorgio Armani presenta la collezione che ha ideato per la linea Emporio e dà una spiegazione all’utilizzo del Jersey come materiale principe per la prossima stagione invernale. Il look formale, categorico e controllato ideato da Re Giorgio ''non ha bisogno dell’orbace'' (cit.), ma può essere reso tale anche grazie ai nuovi tessuti felpati. Gli stessi tessuti che rivediamo nelle giacche rese più leggere, con il collo a scialle e i polsini stretti come quelli del bomber per un look metropolitano che trae ispirazione del mondo dello streetwear.
Notizie correlate